Forum Scrittori

Notifiche
Cancella tutti

Editing  

   RSS

3

Quanto è importante mandare in valutazione a una CE un testo già sottoposto a editing?
Spesso per un esordiente rappresenta un costo notevole e nel caso il manoscritto venga accettato la casa editrice lo sottoporrebbe comunque al suo editor.
E' consigliabile comunque editarlo già prima di inviarlo, può essere un vantaggio?

6 Risposte
3

Io ero dubbioso quando scrissi il mio primo romanzo, in effetti. Poi dopo svariati rifiuti decisi di farmi fare la scheda di valutazione da una big del settore (avendo delle conoscenze in Sperling, se no manco mi filava). Ho speso tanto, 400 euro per poco più di 100 cartelle, perché alla fine la scheda comprendeva di fatto un editing light. Il romanzo è cambiato radicalmente. Lo iscrissi a IoScrittore ed arrivò in finale, poi venne pubblicato da una piccola CE. Non so se senza quel lavoro di cesello sarebbe andata ugualmente.

Poi certo, la CE ha fatto ben tre giri di bozze con altrettanti editor diversi, ma non c'è mai stato nulla di invasivo, avendo già scremato prima.

Teniamo presente che 400 euro per una scheda di un romanzo da 100 cartelle e qualcosa (per quando elaboratissima) è un prezzo da top di gamma, si possono ottenere degli ottimi risultati, ma abbordabili per tutte le tasche.

Se proprio il budget è zero, bisogna cercare almeno dei beta reader affidabili, ma di solito sono amici, tendenti quindi al buonismo 😀

@alessandro-f Non ho capito per cosa hai pagato, per quanto ne so una scheda di valutazione e un editing per quanto light sono cose molto diverse.

Lo so, svolgo gli stessi servizi anche io. Intendevo che grazie al fatto che ha mediato una conoscenza comune della Sperling, la scheda di valutazione (già ricca di suo) è stata integrata con un editing molto light compreso nel prezzo estrapolando interi pezzi del testo e segnalandomi come rivederli.

Che poi è una cosa che, per chi sceglie l'opzione Relazione Analitico Critica e non la semplice Scheda di Valutazione Editoriale, faccio anche io (non a quei prezzi, ma ripeto, si trattava di una big del settore)

 

3

Le case editrici piccole fanno un lavoro egregio. Sono il tessuto editoriale attuale. Ma sono piccole, e non possono imbarcarsi sempre in macro editing. Quindi, più un autore manda un testo pulito e pubblicabile, più ha chances. E' un investimento? Certo che sì. Ma dipende dalle aspettative e dai sogni di ciascuno.

Le case editrici medio grandi fanno editing, ma pubblicano pochi esordienti e per lo più attraverso agenzie letterarie... anche qui per arrivare normalmente si paga la scheda di valutazione e editing, se il manoscritto non è a posto.

Quindi un editing aumenta le possibilità di essere letti e scelti da agenzia o CE per la pubblicazione.

Due autori cui ho fatto editing pre-CE hanno sottoscritto contratto di edizione. Case editrici piccole, ma è il primo passo della gavetta per arrivare via via a pubblicare con CE più grandi.

Quando un manoscritto è editato, si vede subito.

 

Questo post è stato modificato 4 settimane fa da Vivlìo
2

Credo che quando invii un testo a una casa editrice devi in pratica dimostrare di sapere cosa stai facendo, perciò se è pieno di errori o non ha una trama solida dimostri l'opposto: che non ti sei impegnato, che non ci tieni davvero, che non hai lavorato abbastanza. Quindi perché loro dovrebbero investire su di te?  

Sono dell'opinione che l'editing, almeno una passatina veloce, sia necessario pure se vuoi tenere il racconto nel cassetto.  🤣 
È pure vero che quando mandi il manoscritto a una casa editrice, ciò che loro vogliono è un prodotto che possono piazzare sul mercato. Mi è stato detto da un amico che ha lavorato nel settore che la casa editrice prendesse il "succo" del testo e lo facesse riscrivere a eventuali ghostwriter (presumo sia plausibile, ma l'unica fonte è questo amico, fate voi).

1

Un editing pesante magari non è necessario ma non si può nemmeno pretendere di essere presi troppo sul serio inviando un testo pieno di errori di battitura. Almeno quelli cerchiamo di evitarli perché è una pessima presentazione. Il meccanismo dei beta-reader è complesso e non sempre porta a buoni risultati, soprattutto se i Beta-Reader sono amici che, ovviamente, si sentiranno in difficoltà nel muovere delle critiche al vostro scritto. 

1

Confesso che prima di inviare un testo ad una CE per la valutazione non lo sottopongo a editing: controllo accuratamente che non ci siano refusi e mi accerto della coerenza della trama. Per quello che ho pubblicato self, il discorso cambia. Desideravo essere certa della qualità formale del mio scritto, perché ritengo sia un sacrosanto diritto del lettore quello di avere fra le mani un buon "prodotto" (mi si passi il termine). Mi sono avvalsa della collaborazione di una editor, ciao Alice, che mi ha fatta sentire al "sicuro" e ha preso in mano la mia storia rispettando le mie intenzioni e la trama. 

1

Ritengo che rivolgersi a un editor di fiducia faccia sempre bene, anche perché, nel caso in cui si venisse accettati da una CE, non si sa se quell'editor svolga bene o meno il suo lavoro. Sempre che ci sia un editor. Mi riferisco a piccole realtà dove a volte l'editing si riduce a una mera correzione di bozze. È utile, perciò, presentare un testo corretto e costruito bene. Scrivere un libro non è solo una passione, ma anche un investimento. E poi è sempre interessante confrontarsi con più editor, ognuno lo fa in modo diverso.

In ultimo, vorrei specificare che un testo va presentato con la stessa cura anche a un editor. Mi riferisco alla grammatica, alle regole base della scrittura e all'impaginazione. Insomma, dopo aver posto la parola "fine", si rilegge almeno un paio di volte. Questo perché anche gli editor possono rifiutare un manoscritto se questo fa acqua da tutte le parti. 

Condividi:

Send this to a friend